È uscita l'antologia del gruppo poetico Solchi in-versi, come vi ho detto due settimane fa, che si intitola Germogli di parole ed è a cura di Piera Donna e Chiara Rantini.
Ho festeggiato l'uscita del volume con la poesia di Shiela Leyla Maté Novello due settimane fa, ma questa volta vorrei condividere con voi anche le pagine dedicate a me.
Ho scelto di pubblicare le mie prime due poesie (se non contiamo una che ho scritto da bambina per mia madre, per la Festa della mamma, e un'altra, scritta in ungherese durante gli anni dell'università, dedicata al mio fidanzato dell'epoca) che ho scritto nel 2024, perché sono state una pietra miliare per me, come scrittrice e poetessa.
Sono state scritte in due momenti forti di furore poetico.
Quando ho incontrato per la prima volta Chiara e alcuni poeti del gruppo, le ho letto la mia prima poesia tremando. Mi ricordo quanto l'hanno accolta bene, battendo le mani, cosa che mi ha fatto davvero stare bene.
Si tratta di Il mio cuore, che potete trovare anche qui su La Bussola.
Una delle mie lettrici mi ha detto: «Sento che è molto complessa. Sembra semplice, e in effetti lo è, ma sento che allo stesso tempo è molto complessa; solo che non riesco a metterlo in parole, dove e in che modo lo sia». Ed è vero, è così, almeno dentro di me, di sicuro. Mi ha fatto tanto piacere che qualcun altro, al di fuori di me, sia riuscito a cogliere questa complessità volatile del testo.
L'altra poesia, che si intitola Quando ti guardo..., è ugualmente importante per me, non soltanto perché sono riuscita a tradurre le mie sensazioni in parole, ma anche perché ha tratto origine dalla mia curiosità scientifica, cosa che mi descrive tanto. Mi ricordo di aver visto davanti ai miei occhi gli elettroni che orbitano intorno al nucleo dell'atomo e, nello stesso tempo, di aver tenuto conto della fluttuazione quantistica e del principio di Heisenberg sulla doppia natura degli elettroni, che resiste alla determinazione della loro posizione e sfugge alla misurazione completa.
E l'immagine, dentro di me, si è amalgamata alla teoria delle coppie di particelle, che appaiono e scompaiono come fluttuazioni del vuoto quantistico, ai confini estremi dello spazio e dell'energia, e infine tutto ciò con le esperienze sensoriali dell'innamoramento.
Chiara mi ha fatto notare che, leggendo ad alta voce la prima strofa, tramite i suoni costituiti dalle parole, richiama il rumore che tanti cristalli potrebbero fare se cadessero incessantemente, cosa che io non ho fatto consapevolmente. Però vi posso dire che coltivo un rapporto profondo con la musica.
E, se leggete oppure state rileggendo queste due poesie adesso, magari vi farà un po' ridere sapere che, sempre Chiara, in occasione della traduzione di una sua poesia dall'italiano al tedesco, mi ha detto che le piace quanto trasluce nel testo la mia personalità piena di passione. La cosa mi ha sorpresa tanto, perché fra me e me penso sempre a me stessa come a una persona fortemente logica e strutturata. Lo sono davvero, senza alcun dubbio, ma in quel momento ho dovuto capire che è vero: sono anche molto passionale, come ben si vede in questi due testi. Solo che tengo fin troppo bene sotto controllo questo lato di me. O almeno penso di tenerlo sotto controllo, ma poi...
Permettetemi di ricollegarmi ad Attila József, visto che ho un rapporto intimo con la sua poesia: «Io ormai sono così: guardo da centomila anni / quel che poi avverto all'improvviso». (Traduzione: Irisz Maar)
E, non da ultimo, Piera e Chiara ci hanno chiesto di descriverci, di presentarci, e io ho scelto la descrizione che si trova qui sulla pagina de La Bussola, perché il mio progetto è molto importante per me.
Immagine di copertina: "Solchi" pastello di Piera Donna.
La rosa in origami nella prima foto del post: Giuseppe Cammarano.
Penultima foto: campo di lavande, Podere Lemniscata, Montespertoli, inizio luglio 2026.
Un grande grazie a Piera, a Chiara, ai miei compagni poeti, alla Biblioteca Buonarroti, che ci accoglie ogni mese, e alla casa editrice Toscana Oggi.
Condivido con voi anche le foto dei testi stampati e qualche scatto dell'evento.
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Irisz Maar © luglio 2026
Revisione e correzione: Anna Cavallini