2026. 07. 05.
Shiela Leyla Maté Novello: La donna col sari rosso
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Shiela Leyla Maté Novello: La donna col sari rosso

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Shiela Leyla Maté Novello

 

 

La Donna col Sari Rosso

 

 

 

C'era un vento sottile quella sera,
uno di quelli che non fanno rumore
ma entrano nelle ossa
come ricordi che non hai scelto.
Lei camminava piano,
la donna con il sari rosso,
e il tessuto ondeggiava come una fiamma stanca,
come se il fuoco avesse imparato a soffrire.
Nessuno conosceva il suo nome,
ma tutti ricordavano i suoi occhi
non per il colore,
ma per il peso.
C'era dentro una notte intera,
una notte senza alba,
dove le stelle cadevano una ad una
senza che nessuno le raccogliesse.
Il rosso che indossava
non era festa,
non era amore,
non era neppure coraggio.
Era una ferita cucita addosso,
un grido trattenuto tra le pieghe,
un addio che non aveva trovato voce
e si era fatto stoffa.
Camminava tra la gente
come un pensiero che non si osa dire,
sfiorando vite
senza mai entrarci davvero.
Eppure,
c'era qualcosa di avvolgente in lei,
come il calore di una casa
che non esiste più.
Forse era il modo in cui tratteneva il dolore,
come si trattiene l'acqua tra le mani,
sapendo che scivolerà via,
ma restando comunque lì,
a provarci.
Una volta così si racconta
aveva riso.
Non un sorriso distratto,
ma una risata piena,
di quelle che fanno voltare il mondo.
E qualcuno l'aveva amata.
Non abbastanza da salvarla,
ma abbastanza da lasciarle
un vuoto preciso.
Da allora,
ogni passo era una memoria,
ogni respiro una cicatrice,
ogni silenzio una risposta mancata.
Il sari rosso si muoveva con lei,
abbracciandola senza chiedere,
coprendo ciò che non poteva più essere mostrato:
la parte di sé rimasta indietro.
A volte si fermava
davanti alle vetrine illuminate,
non per guardarsi,
ma per cercare
quella che era stata.
Ma il riflesso non restituiva nulla
solo una figura
bella come una malinconia
che non si può spiegare.
E allora riprendeva a camminare,
più lenta,
più leggera,
come chi ha già perso tutto
e non ha più fretta.
Il mondo continuava,
indifferente e rumoroso,
mentre lei attraversava il tempo
come un'ombra vestita di rosso.
Eppure
se qualcuno avesse avuto il coraggio
di guardarla davvero,
avrebbe visto
che sotto quel dolore immenso
viveva ancora
un battito fragile, ostinato,
un filo sottile di luce
che rifiutava di spegnersi.
La donna con il sari rosso
non chiedeva salvezza,
non cercava amore,
non aspettava nulla.
Ma portava dentro
una verità silenziosa:
che anche la sofferenza
può essere avvolgente,
può scaldare come un abbraccio
che non arriva mai.
E così continuava,
passo dopo passo,
nel suo rosso infinito
non più fiamma,
non più ferita,
ma memoria viva
di tutto ciò che resta
quando l'amore
se ne va.

 

 

 

La storia della poesia La Donna con il Sari Rosso

 

La Donna con il Sari Rosso è una poesia nata molto prima di essere scritta. È vissuta per anni nel mio cuore, tra domande senza risposta, sogni e immagini che hanno accompagnato tutta la mia vita.

Essendo una figlia adottiva, ho sempre cercato di immaginare il volto di mia madre biologica. Mi chiedevo chi fosse, come avesse vissuto, se mi avesse mai pensata e quali emozioni avesse custodito nel suo cuore.

Nella mia mente prendeva forma una donna semplice, segnata dalla povertà, dalla fatica e dalla solitudine, ma con una straordinaria forza interiore. Una donna capace di amare, anche nel dolore più profondo.

Solo due mesi prima della sua scomparsa ho conosciuto la sua vera storia. È stato un momento intenso e difficile, ma anche sorprendente. Ho scoperto che la donna che avevo immaginato per tutta la vita assomigliava incredibilmente alla realtà.

Quella coincidenza mi ha profondamente emozionata. Come se il cuore avesse saputo, molto prima della mente, quale fosse la verità.

Da questa consapevolezza è nata La Donna con il Sari Rosso. Una poesia che racconta non solo la storia di una madre, ma quella di tante donne invisibili, costrette a vivere tra la povertà, la desolazione e il sacrificio.

Il sari rosso diventa il simbolo della dignità, dell'amore e della speranza che resistono anche quando tutto sembra perduto.

Tra le sue parole si intrecciano il dolore dell'abbandono e la forza del perdono, la nostalgia delle origini e il desiderio profondo di ritrovare le proprie radici.

È un viaggio dell'anima che attraversa il tempo e supera il silenzio, fino ad arrivare all'incontro più importante: quello tra una figlia e la madre che ha sempre portato dentro di sé.

Questa poesia è il mio abbraccio a quella donna che ho cercato per tutta la vita. È il racconto di un amore mai vissuto, ma sempre esistito.

Perché, anche quando la vita separa due destini, il cuore continua a riconoscere ciò che gli appartiene.

La Donna con il Sari Rosso è una testimonianza di speranza, di memoria e di amore. È la prova che, a volte, l'immaginazione nasce da un legame così profondo da riuscire ad avvicinarsi alla verità.

Ed è proprio in quell'incontro tra sofferenza e amore che questa poesia trova la sua voce più autentica, trasformando il dolore in un messaggio universale di umanità, capace di toccare il cuore di chiunque la legga.

 

Shiela Leyla Maté Novello

 

L'immagine di copertina del post è una fotografia che ho scattato io. Quando è nata in me l'idea di condividere questa poesia, davanti ai miei occhi è apparsa proprio questa immagine: un tessuto rosso, luccicante, che attraversa la scena come una crepa, come una ferita che pulsa e che, paradossalmente, la rende ancora più bella.

 

Irisz Maar © luglio 2026

Revisione e correzione: Anna Cavallini

 

 

 

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