2026. 03. 29.
Dezső Kosztolányi: La morte del saggio
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Dezső Kosztolányi: La morte del saggio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dezső Kosztolányi

 

 

La morte del saggio


 

 

Platone era un vecchio sorridente e silenzioso.

 

E non appena si ammalò gravemente, un giorno d’autunno,

si sedette per terra accanto alla sua vigna rigogliosa,

dove si estendeva il muro della sua casa.

Il raggio tiepido del sole, assorto nei pensieri, colpì la sua figura

asciutta e slanciata, tessendo luce sulla sua fronte spoglia.

Il vecchio saggio guardò avanti sorridendo,

il dolore, il tormento erano già svaniti dalla sua vista,

e stava riflettendo sui segreti della vita...

 

Stava godendosi in silenzio la mite solitudine,

e mentre aspettava la morte redentrice:

avvertì la sua ombra sul muro assolato.

 

Stava pensando: cosa mai sarebbe reale,

lui, seduto sulla terra dura,

oppure quell’ombra che lo insegue ovunque?

Rifletté a lungo e aspettò ancora, lottando,

finché, in conclusione, disse: il reale è l’ombra,

e sono fugaci i corpi fatti di polvere e i pianeti erranti,

e le sue labbra fini sorridevano dolcemente.

 

Svegliandosi al tramonto, senza alcun lamento,

ai piedi del muro morì filosofando.

 

Il disco solare cadde in oro sanguigno,

e il corpo era steso in gelida rigidità.

Ombre tremavano, più in basso un vento leggero soffiava,

agitò i capelli grandi, grigi del saggio,

e gli altri figli del vento rivoltarono il suo chitone

e sciolsero i lievi cinturini dei suoi sandali,

perché l'inerzia aveva già legato il corpo.

 

Ma sul muro l’ombra iniziò a ballare…

 

 

 

1905

 

 

Traduzione: Irisz Maar
Comparazione con l'originale, revisione e correzione: Anna Cavallini
Irisz Maar, Anna Cavallini © 27 marzo - 29 marzo 2026

 

 

 

 

Irisz Maar © marzo 2026

Revisione e correzione: Anna Cavallini

 

 

 

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Design del logo © Orsolya Bagi in collaborazione con Irisz Maar, 2024-2026

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