Questa settimana ho deciso di condividere con voi l’esperienza che può offrire questo libro, che ho comprato qualche anno fa, anche perché ultimamente abbiamo affrontato temi difficili, più marcatamente esistenziali. Perciò ho pensato che potremmo immergerci nel mondo affascinante dei primordi della vita sulla Terra.
Vi ho portato il libro Dinosauri formidabili e altre creature della Preistoria della Professoressa Anusuya Chinsamy-Turan, nella traduzione di Anna Fontebuoni, con le illustrazioni di Angela Rizza e Daniel Long e con la consulenza del Dr. Dean Lomax.
Il libro abbraccia l’intera storia delle creature della preistoria. È un libro scientifico ma scritto per bambini, con descrizioni dettagliate, molto godibili anche per adulti curiosi. Il libro segue le diverse epoche, riporta le immagini dei fossili ritrovati e la rappresentazione illustrata delle creature basata sui reperti, insieme alla loro descrizione secondo il livello di certezza a cui gli studiosi erano giunti prima dell’uscita del libro.
Vi riporto qualche esempio, insieme alle fotografie, così potrete avere un’idea di come sia fatto il libro e godervi una piccola parte di questa esperienza che, secondo me, è molto entusiasmante:
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Questo è l'Elicoprione. Periodo: permiano. Luogo: tutto il mondo.
L'elicoprione "[...] era uno strano pesce che somigliava un po' a uno squalo, con una bocca dotata di una specie di sega circolare. Aveva uno scheletro morbido cartilagineo, quindi ciò che ci resta di lui sono solo i particolari denti fossili a spirale. Man mano che cresceva, all'esterno dello spirale si formavano denti nuovi e quelli più vecchi e più piccoli erano spinti al centro.
Per oltre 100 anni nessuno scoprì dov'era situata la spirale dei denti. I paleontologi la collocavano sulla coda, sul naso o persino sul dorso! Nuovi ritrovamenti mostrano ora che era contenuta nella mandibola. Quando l'elicoprione chiudeva la bocca, i denti ruotevano indietro, catturando e triturando prede dal corpo molle.
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Per quanto di aspetto simile a uno squalo, l'elicoprione di 280 milioni di anni fa era imparentato con le attuali chimere." [1]
Queste sono invece le Meganeura.
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Periodo: carbonifero. Luogo: Europa.
"Nei cieli di 300 milioni di anni fa, era comune vedere volare insetti grossi come falchi. Le Meganeura, pur somigliando a una libellula, in realtà appartenevano ai Protodonati, solo lontanamente imparentati con le libellule. Svolazzando con le sue ali enormi, predava perlopiù altri insetti, ma era abbastanza grande da catturare anche qualche piccolo sauro. Scendeva in picchiata e con aculei speciali delle zampe afferrava la preda, non lasciandole scampo.
[...] Meganeura significa "con grandi nervi", in riferimento alla complessa rete di vene sulle ali che sembrano nervi. [...]
Perché gli insetti giganti non esistono più? Nel periodo carbonifero l'atmosfera era molto più ricca di ossigeno, quindi gli insetti respiravano meglio e diventavano più grossi." [2]
Ecco la loro illustrazione:
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Alla fine del libro trovate anche un glossario che può aiutare i bambini a comprendere alcune espressioni che magari non conoscono ancora, come per esempio “impollinazione”, “paleontologo”, “glaciazione”; in questo modo possono esplorare il libro anche con una buona autonomia. Inoltre, troverete una guida alle immagini, che riporta le illustrazioni con le informazioni principali, permettendo di collocare subito la creatura nel suo contesto: il gruppo (piante, invertebrati, pesci ecc.), le dimensioni, il luogo, il periodo. È presente anche un albero della vita che, come un albero genealogico, spiega in modo chiaro, con il supporto visivo delle immagini collocate sui rami di un albero vero e proprio, il susseguirsi e l’appartenenza delle specie. Il libro riporta anche le specie estinte in tempi relativamente recenti e colloca anche un nostro antenato, l’australopiteco, all’interno di questa storia. E vi ricordate l’immagine che ha praticamente ispirato il film Jurassic Park, la zanzara intrappolata nell’ambra? La trovate anche nel libro: "Naturalmente, ogni tanto nel liquido gommoso che colava dalla corteccia, rimanevano imprigionati insetti e altre piccole creature. Animali sfortunati, ma fortunati gli scienziati, poiché la resina indurita ha conservato perfettamente ciò che è rimasto nell'interno. Ogni pezzo di ambra è come una piccola capsula del tempo: possiamo osservare ali di un uccello appena nato nel Mesozoico, piume di dinosauro, e persino una lucertola intera, bloccati per sempre". [3]
Irisz Maar
Irisz Maar © febbraio 2026
Revisione e correzione: Anna Cavallini