Già da molto presto, durante gli anni della mia adolescenza, ho osservato che l'affinità per la letteratura e per l'arte va molto spesso di pari passo con l’interesse per la biologia in generale e, in particolare, per il funzionamento del corpo umano. Io stessa adoravo le lezioni di biologia a scuola; mi affascinava il corpo umano, e anche oggi succede spesso che mi immergo nell'esplorazione di come funzioni un animale tanto diverso da noi. Per esempio, in queste settimane, mi sono buttata a studiare la fisiologia dei ragni. Ma oggigiorno, più che mai, per fare ciò abbiamo bisogno di fonti affidabili, perché è bellissimo che possiamo raggiungere in un batter d'occhio tutte le informazioni che vogliamo - io, con questa mia curiosità innata e immensa, sono la prima ad esserne felice -, ma con l'andare del tempo è nato in me il bisogno di fonti e supporti attendibili, e mi è cominciata a mancare la sensazione data dall’andare a consultare un libro quando voglio sapere qualcosa, proprio come ho fatto nella mia infanzia.
Oggi, trattando del libro Anatomia umana di Martini, Tallitsch e Nath, scriverò in modo un po' più saggistico, e toccherò vari argomenti, e più punti di vista. Coglierò l'occasione di spiegare il perché trovo importante che la nostra biblioteca a casa sia molto variegata, parlando anche delle mie esperienze personali, e condividendo con voi momenti di nostalgia.
Mia mamma era una persona molto curiosa. La nostra casa era piena di libri, di tutti i tipi. Cominciando dai grandi classici, come Dostoevskij, Tolstoj, Bulgakov, Feuchtwanger, Stendhal, Nathaniel Hawthorne, H. G. Wells, Robert Merle, Victor Hugo, Zola, Balzac, Verne, per elencarne soltanto alcuni. Ho iniziato a leggerli durante la mia adolescenza: non dovevo fare altro che avvicinarmi allo scaffale e prenderli. Tuttora riesco a trovare qualcosa che non avevo ancora letto.
Al di là di questi, però, la nostra casa custodiva tanti tesori. A mia mamma piacevano i libri scritti da viaggiatori che hanno esplorato ogni angolo del mondo. E avevamo anche tanti libri dedicati ad argomenti specifici, per esempio l'astronomia, che ho esplorato ai tempi in cui ho cominciato a leggere con fluidità, quindi abbastanza presto, e mi ricordo quanto mi ha affascinato il tutto. Quando ho cominciato le medie, sapevo già del Tropico del Capricorno e del Tropico del Cancro; mi ricordo in particolar modo di questo, perché ne parlavo tanto ai miei compagni. E mi ricordo di un'altra scena: ho dovuto correggere la mia insegnante di geografia, che insisteva che la Grande Macchia Rossa si trovasse su Marte, mentre io sapevo che si trova su Giove. E mi ricordo di un libro che si intitolava Sud-America. Lo adoravo. Abbiamo cominciato a studiarlo insieme alla mamma quando io ancora non sapevo leggere. Mi ricordo benissimo che si doveva tornare sempre alla pagina in cui c'era l'immagine di un piranha. Lei mi ha descritto la natura di questo animale, e mi ricordo della meraviglia che ho sentito osservandolo, meraviglia mista però a tanto timore. Poi mia mamma aveva anche tanti libri che non mi sono mai interessati, però è stata bella la possibilità di poter esplorare tutto quello che mi poteva interessare, e ignorare altro con tanta consapevolezza, avendo l'opportunità di scegliere conoscendo le mie possibilità, con l'opportunità di consultare un argomento, prima di decidere di non approfondirlo. Vuol dire libertà.
Quindi, secondo me, avere una biblioteca vasta e ampia, oltre ad aiutare i bambini a esplorare il mondo, e sviluppare le loro varie capacità mentali, permette che rimangano aperti a tutti gli aspetti della nostra vita e del mondo che ci circonda, e in questo modo porta a un altro tipo di libertà. Quindi la libertà non sarà soltanto la libertà di scegliere, ma anche una libertà, una ricchezza interiore, che si presenterà man mano con una personalità sfaccettata. E porta alla libertà del ragionamento. Affinché non diventiamo prigionieri dei nostri punti di vista, spesso determinati dal nostro mestiere, ma anche da tanti altri fattori.
Inoltre, avere una biblioteca molto fornita può porre le basi per capire cosa ci appassiona veramente nella vita. Vi racconto l'esempio di mia cugina. Anche la casa della sorella di mia mamma è piena di vari tipi di libri. Quando eravamo bambine, mi ricordo che mia cugina era affascinata da due libri in particolare, che trovavo spesso in giro nella sua stanza. Erano due libri che illustravano tutte le razze dei cani e dei gatti. Lei li consultava spesso e ne parlava tantissimo. E molto presto ha preso un cane, un West Highland White Terrier che ha chiamato Bessie, prendendo il nome da un libro che all’epoca stava leggendo, in cui la compagna canina della protagonista si chiamava per l’appunto Bessie. Bessie ci ha accompagnate per tanto tempo, era con noi mentre giocavamo, poi ha seguito mia cugina ovunque la vita la portasse. Così Bessie nell'ultimo periodo della sua vita ha vissuto in Croazia. E in questo periodo mia cugina finalmente ha concluso un corso per diventare addestratrice di cani, e devo dire che ha un talento naturale. E questo l’ha preso sicuramente da nostro nonno: era lui che ha addestrato la mia amatissima cagnolina, Lady - di cui ho già parlato tempo fa -, e che l'ha fatto con tanta astuzia. Un fatto curioso è che mia cugina assomiglia tanto al nonno anche nell’aspetto, questa relazione fra i due fenomeni mi colpisce tanto.
La casa della zia peraltro è piena di libri di psicologia, e nella seconda parte della sua vita si è dedicata allo studio di questo ambito; io, quando in estate passavo qualche settimana da loro, durante la notte mi mettevo a leggerli. E per quanto riguarda il nonno, devo dirvi che lui adorava i gialli, e le mie copie di Agatha Christie le ho ereditate da lui.
Ultimamente mi sono ripromessa di cercare di tornare alla mia vera essenza che, con le sfide e vicissitudini degli ultimi dieci-quindici anni, ho perso. E di questo fa parte permettermi di seguire le direzioni in cui la mia innata curiosità mi porta, e realizzare quello in cui credo, senza pensare di dover fabbricare delle scuse. E ho deciso di condividere con voi anche tutto ciò.
È affascinante come ogni singolo dettaglio del corpo umano sia connesso all'altro. Per me è come dovrebbe essere fatta una poesia davvero ben scritta. E come stiamo scoprendo con lo sviluppo delle scienze, sembra che non si tratti di un sistema chiuso, ma aperto, proprio come le parole, e le possibili interpretazioni delle poesie.
Questo libro è scientifico - destinato agli studenti universitari -, con i termini in latino, illustrato con immagini dettagliate, corredato da spiegazioni. È scritto in un linguaggio che è comprensibile anche per le persone che non sono del campo, ma in caso di dubbi o esitazioni le immagini, che occupano la maggior parte del libro, illustrano bene il tutto. Il libro presenta casi clinici con delle spiegazioni in ogni capitolo, come per esempio l'Alzheimer. A me piace sapere cosa succede dentro il mio corpo, dove scorre il sangue, quali muscoli uso per un movimento, qual è la struttura del mio scheletro, dove passano esattamente i miei nervi, e perché. Ho cominciato subito con lo studio del cervello.
Per finire, vi parlerò di un nuovo punto di vista che mi occupa la mente ultimamente. Coltivare la nostra ricchezza interiore, preferibilmente molto diversificata, e la nostra unicità con le nostre forze e le nostre debolezze, è al centro delle discussioni attuali, per quanto riguarda il come opporsi alle minacce a cui lo sviluppo non controllato dell'intelligenza artificiale ci pone di fronte. Io mi schiero con quelli che sono dell'opinione che conservando e coltivando la nostra unicità, e la bellezza delle nostre debolezze, dei nostri sbagli, e dei nostri sforzi per superarli, possiamo diventare indispensabili, per un posto di lavoro, per le persone intorno a noi, per il mondo, e la ricchezza dentro la nostra mente porta alla libertà anche se nel mondo fisico siamo imprigionati, in un modo o in un altro.
Ma il coltivare la nostra ricchezza interiore, a mio avviso, deve basarsi su fonti ufficiali e affidabili, come questo libro. Io non posso immaginare la mia biblioteca personale senza un libro sull’anatomia umana.
E per concludere davvero, vi cito una poesia - sia in italiano che in inglese -, dal tono molto semplice, che ho conosciuto qualche giorno fa mentre guardavo un'intervista con un astrofisico, che è stato colpito da essa, e che esprime molto bene il fascino che il funzionamento del corpo umano e dell'universo suscita anche in me:
Non credo che vedrò mai
una poesia bella come un albero.
Un albero la cui bocca bramosa sia attaccata
al dolce seno fluente di madre Terra.
Un albero rivolto a Dio per tutto il giorno,
che innalza al cielo le sue frondose braccia in segno di preghiera.
Un albero che in estate può indossare
un nido di pettirossi nella sua chioma.
Sopra il cui cuore la neve si stende leggera,
che vive intimamente con le piogge.
Le poesie sono scritte dagli sciocchi come me,
ma solo Dio può creare un albero.
In inglese:
Trees
I think that I shall never see
A poem lovely as a tree.
A tree whose hungry mouth is prest
Against the earth’s sweet flowing breast.
A tree that looks at God all day,
And lifts her leafy arms to pray;
A tree that may in Summer wear
A nest of robins in her hair.
Upon whose bosom snow has lain;
Who intimately lives with rain.
Poems are made by fools like me,
But only God can make a tree.
Irisz Maar © gennaio 2026
Revisione e correzione: Anna Cavallini