Dezső Kosztolányi
Adamo
Adesso penso spesso al tuo volto, Adamo,
mio progenitore, perché mi fa male il fatto
che esisto e il mio nome è: umano. Sul letto
dei guai da servo, agito la mia mano scoraggiata verso di te.
Fra pappagalli e tigri, brutta bestia umana,
a cui un albero di pane grasso fa cenno,
gratti la tua barba rossa con le unghie,
e immagino così che i tuoi denti siano insanguinati.
O primo uomo... O via dolorosa...
Sei tu la fonte dell'oceano sordido,
da cui eredito il mio destino tormentato.
Se solo ti potessi vedere faccia a faccia,
adesso che lacrime, condanna e lamento bruciano,
per sferrare, delirando, il mio pugno nel tuo volto.
1915
Traduzione: Irisz Maar
Comparazione con l'originale, revisione e correzione: Anna Cavallini
Irisz Maar, Anna Cavallini © 19 settembre - 20 settembre 2026
Irisz Maar © settembre 2026
Revisione e correzione: Anna Cavallini