2026. 09. 20.
Dezső Kosztolányi: Adamo
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Dezső Kosztolányi: Adamo

 

 

 

 

 

 

 

 

Dezső Kosztolányi

 

Adamo

 

 

Adesso penso spesso al tuo volto, Adamo,

mio progenitore, perché mi fa male il fatto

che esisto e il mio nome è: umano. Sul letto

dei guai da servo, agito la mia mano scoraggiata verso di te.

 

Fra pappagalli e tigri, brutta bestia umana,

a cui un albero di pane grasso fa cenno,

gratti la tua barba rossa con le unghie,

e immagino così che i tuoi denti siano insanguinati.

 

O primo uomo... O via dolorosa...

Sei tu la fonte dell'oceano sordido,

da cui eredito il mio destino tormentato.

 

Se solo ti potessi vedere faccia a faccia,

adesso che lacrime, condanna e lamento bruciano,

per sferrare, delirando, il mio pugno nel tuo volto.

 

 

1915

 

 

Traduzione: Irisz Maar

Comparazione con l'originale, revisione e correzione: Anna Cavallini

Irisz Maar, Anna Cavallini © 19 settembre - 20 settembre 2026

 

 

Irisz Maar © settembre 2026

Revisione e correzione: Anna Cavallini

 

 

 

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Design del logo © Orsolya Bagi in collaborazione con Irisz Maar, 2024-2026

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