2026. 07. 31.
Separare il grano dalla zizzania
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Separare il grano dalla zizzania

Questa volta è passato davvero tanto tempo da quando abbiamo parlato l'ultima volta di un libro per bambini. Ho trovato questo libro qualche anno fa, vagando, come faccio spesso, fra i libri per bambini, per scoprire nuove storie che ritengo interessanti per un motivo o per un altro. Si intitola Il dubbio ed è scritto da Silvia Borando e illustrato da Alberto Lot; sulla copertina del libro i loro nomi sono seguiti da un punto di domanda, anticipando e rinforzando il concetto.

Ho messo il libro sulla mia libreria, e finora non ve lo avevo ancora proposto perché non sapevo bene dove collocare dentro me stessa la natura di questa storia, probabilmente perché non avevo mai dovuto affrontare fino ad allora qualcosa di simile. Ma di certo ha catturato subito la mia attenzione.

Il topo e il coccodrillo sono amici da tanto tempo. Un giorno il coccodrillo chiede al topo di entrare nella sua pancia per ritrovare le sue maracas perse, dicendo che probabilmente le ha mangiate. Il topo, senza pensarci, gli risponde che certamente va a cercarle. Dopo un po' di tempo, il topo capisce che non è da solo nella pancia del coccodrillo: via via incontra altri piccoli animaletti che il coccodrillo ha fatto scendere nella pancia per cercare le sue maracas. Ma a ogni animale, dopo un certo punto, è salito il dubbio: non è che sono stati mangiati? Condividono questo dubbio con il topo, ma il topo rassicura tutti: lui conosce il suo amico, che di certo non farebbe mai una cosa del genere. Gli animali continuano insieme il loro viaggio per provare a ritrovare queste maracas, e alla fine anche al topo sale il dubbio: non è che sono stati mangiati? Quando, ad un certo punto, sentono proprio il suono delle maracas. Che sollievo! Il topo si sente sollevato: il suo amico non gli mentiva! Perché mai avrebbe dovuto dubitare? Avvicinandosi al suono, trovano una rana che suona le maracas. "Ecco le maracas del coccodrillo!" - esclama il topo. "Oh no, mi spiace, queste sono mie... piuttosto voi, avete visto le sue pantofole? Sono anni che le cerco". Così finisce la storia. O meglio, non esattamente, perché le illustrazioni sull'ultima pagina a noi lettori danno una risposta definitiva.

Oggi, dopo qualche anno, penso che si tratti di un libro che potrebbe essere molto utile per i bambini, quindi il mio istinto non mi ha deluso neanche questa volta. Tutto quello che impariamo da piccoli, da adolescenti, ma anche da giovani adulti, ci rimane impresso diversamente rispetto alle esperienze acquisite - tramite esperienza fattuale o narrativa - più tardi. In questa storiella, in realtà, ci troviamo di fronte a una questione assai complessa, e ragionare di tutto ciò insieme ai piccoli può aiutarli ad affrontare queste situazioni con più consapevolezza, ad imparare a separare il grano dalla pula, o meglio separare il grano dalla zizzania, proteggendoli da tante delusioni e ferite, a sviluppare il modo di osservare la realtà intorno a loro con più perspicacia e un più chiaro e ben definito senso di giustizia già da piccoli, cosa che potrebbe favorire la loro strada anche da adulti. Nello stesso tempo, giustamente, dovremmo ricordare loro che in altri casi invece è più giusto provare a fidarsi delle persone e dargli il beneficio del dubbio.

La storia nasconde dentro di sé anche un argomento abbastanza difficile, che io credo sia un bene tenere ben chiaro prima possibile nella testa dei piccoli: e cioè quando alcune persone cercano di manipolarci tramite i nostri sentimenti e bisogni più fondamentali e più sacri: l'amore, l'amicizia, la fiducia e il desiderio di appartenere, di sentirci al sicuro e accolti.

Perché una cosa è certa: una persona che vuole il nostro bene, una persona corretta, cercherebbe con ogni suo sforzo di evitare di farci del male e di sicuro non ci chiederebbe mai di entrare in un posto pericoloso, dove potremmo farci male seriamente. In specie, non per delle maracas e, in specie, non entrando in uno stomaco...

In realtà il coccodrillo non chiede direttamente al topo di scendere nella sua pancia. Gli dice soltanto che non trova le sue maracas e che probabilmente le ha ingoiate. È proprio qui che risiede la sottigliezza della manipolazione: aspettava che il topo, in nome dell’amicizia e del bene che gli voleva, si offrisse da solo di scendere… Quindi se qualcuno chiedesse com’è andata? È stata davvero la libera volontà del topo a farlo scendere nella pancia del coccodrillo… Ecco qui una delle trappole manipolative: sembra una semplice e innocua descrizione di una situazione, ma in realtà è costruita per condizionare la nostra risposta.

Elabora anche il fatto che più profondamente entriamo nella selva di questa manipolazione e più tardi reagiamo, più la situazione potrebbe peggiorare notevolmente, e magari avremo meno possibilità di rompere le sue catene e liberarci.

Vi raccomando caldamente questo libro.

 

 

Irisz Maar © luglio 2026

Revisione e correzione: Anna Cavallini

 

 

 

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