Attila József
Mio Dio
Ti sto nascondendo dalle mie cose,
mio Dio, io ti voglio tanto bene.
E se il tuo mestiere fosse lo strillone,
ti aiuterei a gridare.
Se tu fossi un agricoltore,
ti aiuterei anche allora in tutto.
Vorrei bene anche ai tuoi cavalli
e li guiderei con dolcezza e saggezza.
Oppure, tenendo la stegola dell'aratro
arerei anch'io, seguendo le tue orme,
stando attento al suolo salino, per
spingere lì ancora più a fondo il ferro.
Se tu fossi un custode dei campi,
scaccerei via io metà dei corvi.
Qualsiasi lavoro tu avessi di questo tipo,
con me non te ne annoieresti mai.
Se tu ridessi, gioirei anch'io con te,
dopo la cena mi sederei accanto a te,
mi chiederesti la mia pipa per un po',
e io ti racconterei tutto, a lungo.
Inizio 1928 / 1934
Irisz Maar © maggio 2026
Revisione e correzione: Anna Cavallini