Sándor Weöres
Per ciascuno son quel che pensa di me...
Per ciascuno son quel che pensa di me...
Perché mi pensi uno strambo senza parenti?
Vedi un segno accumularsi sulla mia fronte:
Sei tu stesso a tracciarlo.
E sii prudente se lo sfumi nella luce o nell'ombra,
Perché la sua luce, la sua ombra, si irradiano su di te.
Mi giudichi come saggio, come insulso:
Su di me vedi la legge di te stesso.
Mi prendi per intelligente? Allora affidati a me.
Mi prendi per matto? Il mio cappello tintinna.
Se mi credi un cavallo, puoi sederti sul mio dorso;
Se un leone, non hai scampo.
Nel lago dei miei occhi vedi te stesso:
Come tuo specchio, sono il tuo più fedele amico.
Irisz Maar © aprile 2026
Revisione e correzione: Anna Cavallini