Attila József
Kosztolányi
Ci avviamo soltanto ora verso il tormento, noi indolenti,
tu, invece, hai già firmato la tua opera.
Il tuo corpo – come il trattino lungo – è orizzontale.
Ormai ti ama, ti divora, soltanto il verme,
come noi il vino, il pollo… Tu! Nessuno per me, amico mio!
Eri nostro fratello e sei diventato nostro padre.
Le tue parole-diamanti non le misuri in carati:
non esiste peso diverso, quando su di noi la terra piove a dirotto.
Questo lo so perché mi ha spezzato il desiderio,
come la morte ha spezzato te.
Hai sperato; anch’io. Sapevamo che fosse invano,
come sa bene chi cerca di ricomporre i morti.
inizio novembre 1936
Irisz Maar © dicembre 2025
Revisione e correzione: Anna Cavallini