2025. 05. 08.
Attila József: Ombra sottile sotto la pelle
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Attila József: Ombra sottile sotto la pelle

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Attila József

 

 

Ombra sottile sotto la pelle

 

 

Fra mura nere vive un leone trasparente,

nel mio cuore porto un vestito stirato quando rivolgo la parola a te

non mi è permesso pensare a te devo svolgere il mio lavoro,

tu balli,

non ho niente da mettere sotto i denti e vivrò ancora a lungo,

è da 5 settimane che non so niente di te

il tempo è fuggito su gambe di legno sanguigne

le strade si abbracciano sotto la neve,

non so, se ti si può amare?

negri muti giocano a scacchi per il trillo delle tue parole svanite ormai da tanto tempo.

 

 

gennaio 1927

 

 

Traduzione: Irisz Maar
Comparazione con l'originale, revisione e correzione: Anna Cavallini
Irisz Maar, Anna Cavallini © 7 maggio - 8 maggio 2025

 

 

Come vedete la poesia è fortemente influenzata dall'avanguardia, perciò, oltre all'organizzazione apparentemente sconnessa delle immagini (apparentemente, perché le poesie di Attila József sono quasi sempre composte con una precisione ingegneristica), troviamo tante incongruenze anche a livello grammaticale, che, giustamente, a loro volta hanno la propria funzione. Così sono l'uso e l'abbandono arbitrari delle virgole, oppure, e questo dà subito nell'occhio, l'uso del punto interrogativo in una frase in cui proprio non ci dovrebbe essere secondo le regole della lingua, però, formularla in un modo leggermente diverso, potrebbe starci: intendo tralasciando il "se" nel nostro caso. Ed è esattamente così anche nella lingua originale, per cui ho scelto di trasmettere questa forte dissonanza anche in italiano.

 

La poesia mi sta a cuore non soltanto perché mi affascina con il sistema logico delle sue immagini, stimolando in continuazione la mia mente, e anche la mia fantasia, come fanno di solito le poesie di Attila József, ma anche perché mi riporta ai primi anni di università, alla lezione di un mio professore che con il suo approccio alle poesie, e all'interpretazione delle poesie, ha determinato per sempre il mio modo di vedere, percepire, sentire, ponderare i significati e le connotazioni di ogni singola parola di una poesia, il rapporto fra di loro, e il loro rapporto con l'insieme della poesia stessa, e infine, il loro rapporto con altre poesie dello stesso autore e di autori diversi. Alla fine ho scelto lui come relatore per la mia tesi di laurea triennale, in cui abbiamo interpretato e paragonato due poesie, parola per parola, mettendo in conto, ovviamente, anche il contesto storico e le correnti di pensiero di quell'epoca. Una delle poesie scelte era di Attila József, l'altra invece di Lőrinc Szabó, di cui vi ho già presentato alcune poesie, per esempio Nel deserto e Non ti tocco, ti guardo mentre dormi.

Quindi questo post è anche un omaggio al mio professore, che ha aiutato a far nascere - in una misura per niente trascurabile - la persona che sono oggi. Tutto quello che lui mi ha trasmesso e mi ha insegnato - oltre ai miei istinti, alle mie osservazioni, riflessioni e visioni, e alla mia teoria della traduzione letteraria - riecheggia nel mio approccio alla traduzione letteraria, in tutto quello che scrivo, e ogni volta che formulo una parola, una frase, anche nella vita quotidiana; con il tempo tutto ciò è diventato parte di me, non ci devo neanche pensare. Sono molto grata al mio professore.

 

Infine, c'è un'ultima cosa che vorrei accennare, perché per me è molto importante. La denominazione "negro" oggi potrebbe disturbarci, giustamente, ma in questa poesia, come vedete, fa nascere un'immagine piacevole e intrigante che all'epoca richiamava un contesto esotico, e che, a livello poetico, suscita delle domande, e rafforza i concetti della poesia, in più dobbiamo tenere conto che la poesia è stata realizzata nel 1927, in Ungheria, luogo ed epoca in cui questa parola aveva un altro tipo di significato.

 

 

Irisz Maar © maggio 2025

Revisione e correzione: Anna Cavallini

 

 

Logo © Orsolya Bagi, 2024
Design del logo © Orsolya Bagi in collaborazione con Irisz Maar, 2024

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