Duemila anni fa Dsuang-dsi,
il maestro, puntò il dito su una farfalla.
- Nei miei sogni - disse -, ero questa farfalla,
e adesso sono un po' confuso.
- Farfalla, sì - raccontava - ero una farfalla,
e la farfalla danzava festosamente al sole,
e non aveva idea di essere lei Dsuang-dsi...
E poi mi sono svegliato... E adesso non so,
adesso non so - continuò assorto, -
quale sia la verità, quale dei due fossi io:
se Dsuang-dsi abbia sognato la farfalla
o sia la farfalla a sognare me? -
Io mi feci una bella risata: - Dsuang-dsi, non celiare!
Chi mai saresti? Sei tu: Dsuang-dsi! Sei proprio tu! -
E lui sorrise: - anche la farfalla dei miei sogni
credeva nella sua verità, e di essere nel giusto! -
Lui sorrideva e io alzai le spalle. Eppure,
qualcosa mi fece rabbrividire:
ci sto riflettendo da duemila anni,
ma divento sempre più incerto,
e ormai credo che non ci sia verità,
e che tutto sia immagine e poesia,
che Dsuang-dsi sogni la farfalla,
la farfalla sogni Dsuang-dsi, e sia io a sognare noi tre.
1935
Irisz Maar © marzo 2025
Revisione e correzione: Anna Cavallini