2024. 12. 13.
Attila József: Coscienza
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Attila József: Coscienza

                   

 

 

 

 

 

 

 

Attila József

 

Coscienza

 

 

(estratti)

 

 

 

                    2

 

Blu, rosso, giallo - immagini

screziate ho visto nei miei sogni

e dentro di me sentivo: questo è l'ordine -

non si è spostato neanche un granello di pulviscolo.

Adesso i miei sogni volano come ombre

nei miei arti, e il mondo di ferro è l'ordine.

Di giorno in me sorge la luna, e se fuori

è notte, dentro di me splende un sole.


 

                    3

 

Sono magro, solo pane

mangio a volte, e fra queste anime lascive,

ciarliere, cerco gratuitamente qualcosa

di più certo del dado.

Non si struscia un arrosto di spalla alla

mia bocca e un bambino al mio cuore,

il gatto può ingegnarsi, ma non potrà - 

allo stesso tempo - prendere un topo fuori e dentro. 


 

                    4

 

Come una catasta di legna,

giace il mondo in un cumulo;

stringe, spinge, accerchia

una cosa l'altra,

in questo modo tutto è determinato.

Solo quel che non c'è, ha una chioma,

solo quel che sarà, è fiore,

quel che c'è, si frantuma.


 

                    9

 

Ho sentito il ferro piangere,

ho sentito la pioggia ridere.

Ho visto il passato squarciarsi,

e che solo l'immaginazione si può dimenticare;

e non so altro che amare,

curvo sotto i miei pesi...

Perché si deve fare di te

un'arma, coscienza d'oro!

 

 

                   10

 

Un uomo fatto è chi non ha

nel cuore né padre né madre,

e sa che ha ricevuto la vita

in aggiunta alla morte,

ed è pronto a restituirla in qualunque momento

come oggetto trovato; per questo la tiene,

chi non è né prete né dio,

né di se stesso né di nessuno.

 

 

                    11

 

Io la felicità l'ho vista,

era soffice, bionda, pesava un quintale e mezzo.

Il suo sorriso riccioluto barcollava

sull'erba austera del cortile.

Si era sdraiata nella melma morbida e tiepida,

aveva strizzato gli occhi e grugnito verso di me -

vedo ancora oggi come la luce

si dilettava, esitando fra la sua lanugine.

 

 

inverno 1933-34

 

 

Traduzione: Irisz Maar
Comparazione con l'originale, revisione e correzione: Anna Cavallini
Irisz Maar, Anna Cavallini © 22 novembre - 13 dicembre 2024

 

 

 

Irisz Maar © dicembre 2024

Revisione e correzione: Anna Cavallini

 

 

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