2024. 12. 07.
L'eredità di Aracne
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L'eredità di Aracne

Questo libro - insieme a un paio di libri che trattano in qualche modo la moda - l'ho preso nel periodo in cui ho lavorato presso Pucci e volevo imparare il più possibile su questo campo, ma ormai saprete che comunque mi piacciono i libri divulgativi di ogni genere, se li trovo molto ben fatti, accattivanti.

Di sicuro lo avrete visto negli ultimi anni in libreria, il libro è La grammatica dei tessuti di Michela Finaurini.

Mi piace tanto il fatto che sia molto ben strutturato, perché questa sua qualità si addice molto alla mia personalità; a una parte di me, infatti, piace vedere le cose secondo strutture elaborate, che si concentrano su quello che è essenziale, tenendo viva in questo modo l'attenzione. E questo libro è fatto proprio così. In più, tiene viva l'attenzione anche tramite il suo stile, aggiungendo e accennando delle curiosità intriganti.

Mi ha impressionato che nelle prime pagine parla del mito di Aracne, e mette in luce quanto la storia dell'umanità e l'arte, come appunto già nell'antica Grecia, siano collegate alla produzione dei tessuti.

Il libro abbraccia le pietre fondamentali dell'argomento. Presenta le fibre naturali, le fibre artificiali e sintetiche, dopodiché parla di come funziona il telaio, racconta la sua storia, la sua antichità. In seguito passa in rassegna le tipologie dei tessuti, della tintura e delle stampe, aggiungendo sempre dei cenni storici interessanti.

Vi elenco qualche esempio tratto dal libro, in questo modo magari vi viene ancora più la voglia di conoscerlo meglio.

Quando parla dei fili di Bambù comincia con la descrizione della pianta, spiegando anche la sua coltivazione e il suo uso, accennando poi le qualità che la rendono un materiale da uso come filo per tessuti. Spiega inoltre che la sua trasformazione in fibra tessile può avvenire anche in modo ecologico, perché può succedere che, anche se un materiale è naturale, il processo della sua elaborazione invece sia inquinante. Nel caso del bambù il processo non rilascia sostanze tossiche per l'ambiente. Dopo questi aspetti, torna ai cenni storici. Parla della sua storia antica nella cultura umana. Successivamente tratta le sue caratteristiche e proprietà, e racconta anche delle curiosità, in questo caso, per esempio, che le sue fibre possono essere utilizzate in diversi comparti: tessile, agroalimentare, cartario, artigianato, edilizia. Esistono 1300 specie di bambù gigante, e accenna che il bambù è fondamentale per gli ecosistemi, perché trasforma gli agenti inquinanti in biomassa; perciò è ideale per facilitare le bonifiche ambientali. [1]

Oppure parla delle fibre ottenute dal cocco, uniche fibre naturali del tutto ricavate da un frutto.

Per me è stata interessante in particolar modo la parte in cui descrive in che cosa consistono i tipi di tessuti, come il broccato, il chiné, il denim, l'organza, il mikado o il taffetà, per elencarne alcuni, ma anche perché ho scoperto tanti tipi di tessuti che non conoscevo prima.

 

 

"Conosciuta in tutta la Grecia per la sua abilità di tessitrice, Aracne è così sicura di sé da sfidare l'ira di Atena, dea dell'arte della tessitura, inventrice del telaio e protettrice degli artigiani.

Mentre si susseguono voci secondo le quali Aracne avrebbe appreso la tecnica dalla dea stessa, la ragazza osa dichiarare di essere ancor più talentuosa: «È Atena ad aver imparato da me. Per dimostrarlo sono pronta a un duello».

Giorni dopo, una vecchia si presenta al cospetto di Aracne consigliandole di ritirare la sfida, ma la fanciulla rifiuta. In un lampo, l'anziana riacquista le sue sembianze: è Atena, che aveva tentato di far desistere Aracne, senza riuscirci. La gara a colpi di filo può così avere inizio.

Il risultato della sfida è inatteso. La fanciulla è davvero più brava della dea e, conscia di ciò, decide di andare oltre: per la sua tela, Aracne sceglie il tema dei vizi degli dei. Sulla stoffa raffigura i loro inganni amorosi, le astuzie adoperate per imbrogliare gli esseri umani, mettendo così in ridicolo la loro autorità.

Atena non può perdonare un simile affronto. Per punizione, la ragazza viene trasformata in un ragno e condannata a vivere appesa su un filo, mentre tesse la stessa tela per l'eternità." [2]

 

[1] Michela Finaurini (2022), La grammatica dei tessuti, Feltrinelli, Milano, 86-87.
[2] Id.18.

 

Irisz Maar © dicembre 2024

Revisione e correzione: Anna Cavallini

 

 

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