Ormai la strada davanti a noi era coperta di pruina
e corpi di ombre attraversavano il parco, precipitando,
ma il tramonto aveva ancora intrecciato una corona di luce,
fine e fievole, nella chioma scura dei tuoi capelli:
luce tenue, mite e solenne,
esile copia terrestre di luci,
filtrata dalla trasmigrazione serale dell'anima
delle cose, tramutandone metà in profumo e silenzio.
Profumo e silenzio. Profumo di segreti brillava
nei tuoi capelli, e il silenzio di un'armonia celeste,
e la vita era bella, come mai prima di allora,
e i miei occhi avevano assorbito la luce nel mio cuore:
non sapevo più se tu fossi tu,
o se il tuo corpo prezioso fosse il roveto ardente benedetto,
in cui si è manifestato un dio disceso sulla terra,
e fosse la sua anima a tremolare verso di me dal fogliame.
Ero rimasto fermo a lungo, in silenzio, incantato,
passavano i minuti, arrivavano millenni -
all'improvviso mi hai preso la mano,
le mie ciglia basite si sono dischiuse lentamente
e ho sentito ritornare nel mio cuore,
e scaturire con una musica profonda e scrosciante,
come il sangue nei tratti intorpiditi delle vene,
il sentimento terreno: quanto ti amo!
1923
Irisz Maar © novembre 2024
Revisione e correzione: Anna Cavallini