2024. 10. 27.
La storia racchiusa negli abiti
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La storia racchiusa negli abiti

Questa settimana ho scelto un libro un po' diverso, molto interessante. Presso l'uscita della Feltrinelli c'è una sezione dedicata alla moda. Lì ho trovato questo libro, e per fortuna l'ho aperto, perché credo che la sua copertina sia un po' ingannevole, perché invece di parlare del mondo della moda contemporanea, come suggerirebbe la bella immagine sulla copertina del libro - e per questo motivo ho scelto di presentare il libro con un dipinto citato nel libro stesso - parla della storia della moda, ma non in un modo qualsiasi. Partiamo dalle origini dell'umanità, quindi all’incirca dal 500.000-100.000 a. C. Sapevate che il settore della moda adesso è in crisi e, infatti, gli aiuti dello Stato per i lavoratori sono già stati avviati? Mi piacerebbe, quindi, dedicare questa settimana alla moda e mettere in luce quanto sia sempre stato importante il ruolo dell’abbigliamento nella storia dell'umanità e che, con il passare del tempo, vestirsi e disegnare vestiti siano diventati una forma d'arte, e come noi, scegliendo il modo in cui rappresentarci tramite i capi, gli accessori e il trucco che scegliamo, definiamo la nostra persona, rinnovando questa definizione di giorno in giorno, seguendo l'evoluzione della nostra persona, la sua complessità o, per esempio, il nostro stato d'animo.

Il libro cita Oscar Wilde: "O si è un'opera d'arte, o la si indossa".

Quindi questa settimana parliamo di Moda - L'evoluzione del costume e dello stile, a cura di Kathryn Hennessy.

Come ho accennato prima, partiamo proprio dagli inizi.

Il libro esamina e presenta il modo tipico di vestirsi di ogni epoca in Europa, o meglio, di ogni cultura da cui la cultura europea ritiene di essere nata o di essere stata strettamente influenzata.

Le sezioni sono: Il mondo antico, Il medioevo tra passioni e commerci, Splendori rinascimentali, Barocco e Rococò, Dalla rivoluzione alla frivolezza, La Belle Époque e l'età del jazz, Dalla eleganza alla praticità, Ottimismo e gioventù, Dallo swing degli anni '60 al glam rock I decenni del design.

Questi capitoli sono suddivisi in altri sottocapitoli, in cui possiamo osservare molto dettagliatamente ogni capo e ogni accessorio di queste epoche, e dei tessuti tipicamente usati. Ci sono delle immagini con delle spiegazioni brevi, ed è stato questo che ha catturato subito la mia attenzione. In più, naturalmente, ogni sezione fornisce una spiegazione più dettagliata dei modi dell'epoca, ma rimane comunque incisiva.

Parla sia dei vestiti degli uomini che delle donne, ma anche delle armature.

Io - e magari anche per questo non sono riuscita a togliermi dalla testa questo libro - l'ho aperto per la prima volta, in libreria, proprio nel punto in cui parla dell'eleganza ottomana nel Cinquecento. Mi appassiona quell'epoca, e per via della serie televisiva Il secolo magnifico ho avuto l'occasione di osservare come fossero fatti i vestiti delle donne, ma anche degli uomini, dell'Impero Ottomano, e questi vestiti mi affascinano proprio. Adoro il turchese, i fiori disegnati sulle vestaglie, adoro il turbante, infatti ne ho uno, adoro i caftan e adoro ogni accessorio, collane, orecchini e i copricapi che richiamano quest'epoca in Turchia. In questa sezione c'è una piccola parte che fa vedere in che modo lo stile ottomano abbia avuto effetto sullo stile ungherese durante l'occupazione turca fra il 1526 e il 1699. 

La nostra casa - quando ero bambina, ma anche oggi - era piena di tesori come questo libro. In ogni angolo, su ogni mensola, c'era un intero mondo da scoprire. Mi ricordo che appena ho imparato a leggere, avevo trovato un libro - per adulti - che parlava dei pianeti, delle stelle, degli asteroidi e di tutto ciò che si sapeva, all’epoca, dello spazio. Perciò molto presto avevo imparato a elencare i pianeti, spiegavo della gravità, o di come si formano gli asteroidi, cosa sono i meteoriti, che cos'è il Tropico del Capricorno, il Tropico del Cancro, chi ha messo piede per la prima volta sulla Luna. Mi colpiva tutto quel che riguardava lo spazio.

Ero ancora alle elementari. Avevamo un altro libro che mi incuriosiva - già quando ancora non sapevo leggere - che parlava del Sud America. Mi ricordo quanto mi avesse stupito che una creatura come il piranha potesse esistere per davvero. Chiedevo ai miei genitori di aprire il libro dove c'era la sua foto. Lo guardavo e riflettevo sulla sua natura. Mi stupiva e mi pietrificava nello stesso tempo. Non si può mai sapere cosa potrà piacere a un bambino.

Le nostre mensole erano piene di avventure, di mondi che aspettavano di essere scoperti, e ciò ha tenuto viva la mia curiosità. Mi ricordo la sensazione di non vedere l'ora di scoprire, di comprendere, di avventurarmi. Ma, nello stesso tempo, potevo ritornare in questi posti, cioè riaprire i libri, rileggerli, per rivivere tutto più volte, lasciandomi tempo per la riflessione, per vivere l'emozione, e lasciare che tutto ciò abbia ogni volta un effetto diverso su di me. Cosa che magari oggigiorno ci manca, mentre magari ci farebbe molto bene soffermarci più volte su tutto ciò che ci ha dato qualcosa, e potrebbe darci ancora.

Quando ho visto questo libro in libreria, all'improvviso mi è venuto in mente tutto ciò. E ho pensato che questo libro potrebbe essere uno strumento che offre tante cose interessanti, meravigliose e incantevoli, da scoprire, immergervisi e imparare. E nei giorni a seguire ho pensato che voglio costruire anch'io una casa così. Accogliente, calorosa, e in cui c'è sempre qualcosa di nuovo da scoprire insieme.

 

 

Foto: particolare del dipinto Il miracolo della reliquia della vera croce di Vittore Carpaccio (1494)

 

 

Irisz Maar © ottobre 2024

Revisione e correzione: Anna Cavallini

 

 

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Design del logo © Orsolya Bagi in collaborazione con Irisz Maar, 2024

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