2024. 10. 19.
Cronache dal guscio
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Cronache dal guscio

Mia mamma è venuta a mancare in questo giorno di tre anni fa. Durante il periodo in cui abbiamo lottato per la sua vita, le ho regalato questo libro, per il suo compleanno, perché parla di qualcosa che ci riguarda molto intimamente. Di qualcosa che ci ha legate molto fortemente fin dal momento in cui lei ha scoperto di essere incinta di me. Ho scelto questo libro per questa settimana per festeggiare, tramite la sua scelta e il suo modo di pensare, la grandiosità e la forza dell'anima di mia mamma. Mia mamma mi ha scelta. C'era qualcuno che voleva che mi abortisse, ma lei si è opposta, con tanta fermezza, e ha lottato per me a lungo, anche nei tempi a venire. Sono venuta a sapere di tutto ciò molto presto, perciò ho cominciato a riflettere fin da piccola su tutto ciò, e mi sono posta delle domande: da dove comincia una vita? Come sarebbe il mondo, se io non ci fossi? E oggi mi chiedo: sono domande che una bambina dovrebbe farsi?

Questa settimana parliamo di Nel guscio di Ian McEwan, nella traduzione di Susanna Basso.

Si tratta di un testo molto interessante e molto complesso. Il narratore - che per tutto il tempo parla in prima persona, perciò siamo testimoni delle sue percezioni, interpretazioni e, addirittura, ragionamenti - è un bambino, nella pancia di sua madre, e sta per nascere fra brevissimo.

Il testo ha diversi strati, e non si potrebbe dire che uno prevalga sull'altro, però c'è qualcosa che ci tiene sulle spine. Molto inaspettatamente - dato il contesto - sta sbocciando un giallo davanti ai nostri occhi, e il bambino nella pancia sta scoprendo tutto, pian piano. Insieme a questo, con il passare del tempo, giorno dopo giorno, deve rivedere, ripetutamente, quello che pensa delle persone che lo circondano, e del loro affetto verso di lui. Passa da una sensazione all'altra, proprio l'opposta di quello che pensava prima, non ci sono certezze. E tutto ciò cosa potrebbe significare, che conseguenze potrebbe avere? Vediamo come si schiude in lui il senso di responsabilità per la felicità dei genitori, e il mettere in questione l'amore dei suoi genitori verso di lui, mentre afferma frequentemente che lui invece li ama. Però non possiamo saperlo, anzi, possiamo avere la sensazione che spesso lui stesso, in realtà, si stia convincendo di ciò.

Infatti, il libro, tramite il protagonista che è il narratore, e nei cui panni ci troviamo, fa capire tramite i nostri sensi e i nostri sentimenti quanto già l'embrione, e poi il bambino che nasce, sia collegato alla madre, al padre, e a tutto quello che lo circonda: le sensazioni, gli umori, le dinamiche.

E proprio da questo punto di vista si dischiude un altro argomento molto importante che dobbiamo affrontare come genitori, o futuri genitori, un fatto che probabilmente spesso ci angoscia già e possibilmente ne parliamo anche. La madre ascolta spesso dei podcast e il telegiornale, dove si profila il nostro mondo di oggigiorno: le guerre, le malattie, e la violenza sull'altro. Sì, sappiamo benissimo tutto ciò, ma ascoltando questo bambino, osservare dal suo interno questi fatti, cumulati, perché a volte lui li racconta uno dopo l'altro, a me ha toccato ancora di più, perché ho visto tutto ciò con nuovi occhi, ho sentito tutto con una nuova anima, e ho capito ancora più profondamente questa verità.

Vediamo benissimo quindi, tangibilmente, grazie a questo tipo di narrazione, che effetti abbiano sui bambini sia l'ambiente circostante che la direzione che il mondo prende, ma probabilmente non solo dopo che sono già nati.

Il libro pone le mie stesse domande. Da dove comincia una vita? Quando le cose cominciano ad avere un effetto vero e proprio sul feto, sull'embrione, sul bambino?

Così arriviamo anche a un altro strato interessante del romanzo. Fa capire spesso, quasi palpabilmente, quanto siano collegati, fisicamente, biologicamente ed emotivamente, madre e figlio, quando il bambino abita ancora nella pancia della madre. Il bambino sente il flusso di sangue pompato dal cuore della madre, che passa accanto a lui, e sente e sa dire se si tratta per esempio di rabbia, di amore, o di eccitazione. Quando sua madre si mette in pericolo, lui ha paura per la propria vita.

Un'altra prospettiva interessante che fa vedere è quanto e come il bambino sia capace di vedere tramite il muro della pancia della mamma. Che sensazioni e percezioni potrebbe avere della vita al di fuori del suo guscio. A volte parla anche della paura che gli fa questo mondo fuori.

Ma poi il narratore si presenta anche come una specie di narratore esterno, rimanendo però sempre il bambino nella pancia della madre. Sa tutto quello che succede nel mondo, e ne ha un'opinione. È addirittura sarcastico, il che rende molto divertente il libro.

È critico e sarcastico specialmente nei confronti di una persona. Come mai? Chi è questa persona? E che significato porta questo sarcasmo?

Da quale momento un feto, un embrione o un bambino ha la propria personalità?

Come finirà poi questo giallo?

Per mia mamma io possedevo tutte le mie qualità fin da quando sono stata concepita. Perciò sulla bilancia c'è stato sempre quest'amore immenso per me, questo ti voglio più potente di qualsiasi altra cosa, senza esitazioni, senza compromessi.

Per questa occasione ho tradotto la mia prima poesia, che, come ho detto l'altra volta, avevo scritto per mia mamma. Non perché era un compito scolastico. Veniva dal mio cuore, me lo ricordo benissimo. Mia mamma le ha scattato una foto e l'ha impostata come immagine di copertina su Facebook, proprio nel periodo precedente alla scoperta del cancro. Ero ancora abbastanza piccola quando l'ho scritta, avevo nove anni. Ho lasciato tutto com'era, non l'ho rifinita ulteriormente, o meglio, ho cercato di trasmettere tutto, anche lo stile. Nella versione originale c'erano anche delle rime, ma purtroppo non sono riuscita a mantenerle in italiano. 


 

Dedica per la Festa della Mamma

 

In inverno, nel freddo gelido,

quando cammino con te,

fuori, in strada, e ho freddo,

tu mi dai il tuo giubbotto,

e hai freddo anche al mio posto.


 

Perciò, per la festa della mamma, ti dedico

questa poesia, è il mio regalo per te.


 

Poi, in estate,

quando picchia il sole,

mi aiuti a togliere la maglia,

la prendi, la porti,

non t'importa quanto ti è pesante,

in più, hai altri cinque pacchi nelle mani.


 

Perciò, per la festa della mamma, ti dedico

questa poesia, è il mio regalo per te.


 

In primavera, mi aiuti

in matematica,

tenendo la mia mano;

il compito è difficile,

ma tu lo risolvi insieme a me.


 

Perciò, per la festa della mamma, ti dedico

questa poesia, è il mio regalo per te.


 

Dell'autunno purtroppo non posso parlare,

perché il mio tempo è scaduto,

ma potrei elencare per un intero anno,

quante cose belle hai fatto per me.


 

E adesso ti faccio i miei auguri Mamma,

e da ora in poi ti aiuterò sempre.

 

Irisz Maar

(1998)

 

 

 

Irisz Maar © ottobre 2024

Revisione e correzione: Anna Cavallini

 

 

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Design del logo © Orsolya Bagi in collaborazione con Irisz Maar, 2024

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