2024. 08. 15.
La logica dell'accaduto
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La logica dell'accaduto

Questa settimana, visto che la maggior parte di noi è in vacanza – io purtroppo no, sono dovuta rimanere a lavorare, e vado al mare soltanto nei miei giorni liberi –, suggerisco un giallo, il cui autore ho scoperto recentemente. Magari voi lo conoscete già.

Riesco a immaginare che anche per voi sia molto piacevole immergersi nella lettura mentre vi rilassate sulla spiaggia, o prima di andare a letto dopo una cena meravigliosa sulla riva, oppure fra le montagne, mentre vi rilassate sull'erba nel pomeriggio, e la brezza vi accarezza, vi rinfresca.

Non so voi invece come processate la marea di informazioni quando andate a fare le vacanze in un altro Paese, dove in ogni momento scoprite cose nuove, un nuovo modo d'essere e ragionare, e bellezze incredibili e interessanti, ma durante questo tipo di vacanze io personalmente non riesco a leggere. Proprio perché voglio vivere ogni istante, ogni piccolo elemento della nuova esperienza, ogni sfumatura, ogni sapore, come faccio durante la lettura. Leggere invece mi trasporterebbe in un mondo totalmente diverso da quello che sto scoprendo. In questi casi non me la sento di cambiare posto - sono già piena di impressioni ed emozioni, perciò non riesco ad accogliere ulteriori informazioni e sentimenti. In effetti, spesso quando ho bisogno di partire, di andare via lontano per qualche motivo, ma le circostanze non me lo permettono, comincio a leggere, a immergermi in un altro mondo, e così posso viaggiare lontano, posso viaggiare anche nel tempo, e posso essere lontano da quello che mi turba, o dalla quotidianità che a volte può risultare monotona, oppure posso semplicemente scoprire cose nuove per me.

Questa settimana propongo Il dubbio di Matsumoto Seichō nella traduzione di Gala Maria Follaco.

Visto che quando si tratta di un giallo è meglio parlare della trama il meno possibile, altrimenti rovinerebbe l'esperienza, parlo un po' del mio rapporto personale con i gialli, e del perché mi piacciono così tanto, e dopo descrivo la situazione di partenza della trama, e aggiungo alcune osservazioni interpretative. Ma mi riservo il resto, perché possiate godervi il libro al meglio.

Ho scoperto quanto mi piacciono i gialli quando avevo quindici-sedici anni. La nostra casa è praticamente una biblioteca, perché già ai nonni piaceva tanto leggere, quindi avevano comprato tanti libri, ma mia mamma poi si è scatenata, perché amava ardentemente leggere, e ogni mese, appena arrivato il suo stipendio, comprava dei libri che le avevano suscitato curiosità. Anche per me ha comprato tanti libri, quindi fin dalla mia infanzia sono stata circondata da storie e mondi da scoprire.

All'epoca era estate, passavo le giornate a casa e in giro nel paesino, ma volevo qualcosa di più. E quindi mi chiedevo: cosa potrei leggere? Allora avevo passato in rassegna i titoli dei libri sulle immense mensole, e avevo trovato questo titolo: Corpi al sole. Era il primo libro di Agatha Christie che ho letto, e mi ha affascinato subito, quindi in seguito ho letto tutti i suoi romanzi che abbiamo a casa. Un particolare interessante è che i libri di Agatha Christie erano di mio nonno, quindi è un altro punto di incontro delle nostre personalità.

Cosa ha catturato la mia attenzione? Mi piacciono i libri e le storie che riescono a tener occupata la mia mente e a tener viva la mia curiosità in un modo o in un altro, e i romanzi di Agatha Christie mi hanno sorpreso tanto. Esiste una logica quotidiana, chiamata di buon senso, e posseduta da tanti. Nei libri della scrittrice, entrando passo per passo, da indizio a indizio nella mente di chi ha commesso il delitto, nella logica inusuale e sorprendente che ha utilizzato per costruire il crimine che doveva essere perfetto, vediamo che questi due piani della logica si scontrano, e scopriamo che ogni ragionamento ha la propria logica, anche se non assomiglia alla nostra, o a quella a cui siamo abituati. Ovviamente, soltanto una mente fuori dal comune - come quella di Miss Marple o Poirot - riesce a ricostruire un delitto del genere. Indubbiamente la serie televisiva con David Suchet rimane per sempre impareggiabile, e per me anche le puntate di Miss Marple con Geraldine McEwan che, secondo me, interpreta il personaggio in un modo brillante. 

Si tratta di un fenomeno simile nel libro che suggerisco questa settimana, soltanto che i due piani di logica che si scontrano sono la mente di un giornalista e quella di un avvocato che deve difendere l'imputato.

Siamo in Giappone. Onizuka Kumako è accusata di aver ucciso il marito per ottenere i suoi soldi. Onizuka ha dei precedenti: estorsione, aggressione. In più i suoi rapporti con la yakuza locale e le vendette esercitate sulle persone che l'hanno ferita in un modo o nell'altro, non sono a suo favore. E se ciò non bastasse, tutti i testimoni sostengono la sua colpevolezza. Tuttavia, lei sostiene di essere innocente, quasi in un modo maniacale. Potremmo aspettarci a questo punto che, visto che tutti gli indizi puntano contro di lei, lei sia innocente, per favorire un colpo di scena inaspettato. Invece questo non lo possiamo intuire per tanto tempo. Seichō riesce a far scontrare i due ragionamenti di modo che noi, leggendoli, ci sentiamo come si sentono i protagonisti quando cercano di valutare cos'è accaduto in realtà. Riusciamo a scoprirlo insieme al giornalista e all'avvocato. Il giornalista però comincia ad avere paura di perdere la vita. Come mai? E se Onizuka davvero ha commesso l'omicidio, come l'ha fatto? Se non fosse stata lei, ma si trattasse davvero di un incidente, com'è successo il tutto? Qual è il ragionamento del difensore? Qual è la logica dell'accaduto? Il nostro dubbio è mantenuto vivo in un modo brillante, e credo che questa sia la più importante particolarità del romanzo, come suggerisce anche il titolo.

È un dettaglio interessante che le conversazioni e gli incontri fra il giornalista e l'avvocato si svolgono durante l'autunno, e il nome del giornalista, "Akitani", nasconde in sé la parola "aki", cioè 'autunno', ma anche di più, arricchendo in questo modo i significati del testo, e di cui potete leggere qui. I dettagli di questo genere mi affascinano sempre. Magari questo suggerisce che la vita di Akitani, come lui sospetta, si stia avvicinando alla sua fine? Oppure succede qualcos'altro alla fine? Possiamo venire a capo di tutto?

Potete scoprirlo nel libro!

 

 

Irisz Maar © agosto 2024

Revisione e correzione: Anna Cavallini

 

 

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Design del logo © Orsolya Bagi in collaborazione con Irisz Maar, 2024

 


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