Questa settimana parliamo di un libro, o meglio, di un mondo con cui ho un sviluppato un rapporto intimo dentro di me.
Questa settimana propongo il libro che si intitola Pucci: Emilio Pucci Fashion Story, ideato da Armando Chitolina.
Per un breve periodo ho lavorato nel Pucci Store, e quasi subito ho comprato il libro del marchio. Non solo per imparare la storia della casa, ma anche perché lavorando fra questi vestiti mi sono affezionata al marchio, e per il fatto che mi hanno affascinato subito i colori, i tessuti e anche certe creazioni del direttore artistico Camille Miceli.
La famiglia Pucci è un'antica famiglia nobile fiorentina, le cui origini risalgono ai tempi di Lorenzo de' Medici. Infatti, a Firenze c'è un palazzo che è stato costruito nel Rinascimento proprio per loro. In più, anche la via in cui il palazzo si trova porta il nome della famiglia. Emilio Pucci è il fondatore della casa haute-couture Emilio Pucci, che recentemente ha cambiato nome e oggi si chiama Pucci.
Il trisnonno di Emilio fu sindaco di Firenze, il padre di Emilio invece consigliere comunale. Ma - come accenna il libro quando racconta la storia del marchio e del fondatore - nessuno della famiglia ebbe mai a che fare con prodotti e commercio. Infatti, anche Emilio studiò agricoltura all'Università di Milano, probabilmente perché fosse preparato alla gestione delle proprietà della famiglia. Nel 1935 vinse una borsa di studio per l'Università della Georgia, e così viaggiò in America. Dopo un anno invece ottenne un'altra borsa, stavolta del Reed College di Oregon, per lo sport, nello specifico lo sci. Fu durante questo periodo che ridisegnò l'uniforme della squadra. In seguito, dopo la Seconda Guerra Mondiale Emilio tornò in Svizzera per una vacanza. La tuta da sci che aveva creato in Oregon si era evoluta in pantaloni elasticizzati con staffa, realizzati da un tessuto di fabbricazione svizzera, chiamato Helanca. Emilio creò per sé e per la compagna abiti coordinati. Lui non aveva mai capito perché le donne non potessero avere la stessa libertà fisica e di movimento sugli sci che gli uomini. Tutto cominciò in quel momento. Si trovava lì a sciare una giovane fotografa, Toni Frissell, che lavorava per una rivista di moda molto importante, il Harper's Bazaar. Grazie a questa foto, Emilio Pucci ricevette il suo primo ordine dal capo acquirente della rivista.
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Del resto della storia del successo del marchio Pucci potete leggere nel libro. Inoltre, potete approfondire che ruolo abbia avuto nella Seconda Guerra Mondiale. Potete scoprire come lui rischiò la vita e subì delle torture, per amore. Il libro rivela anche quanti talenti avesse Emilio. Per esempio, è stato anche un ingegnere talentuoso. Dove ha usato proprio questo suo talento?
Dove ha aperto il suo primo negozio? Quali erano i suoi primi prodotti? Com'erano fatti? Cosa lo ha ispirato?
Un interessante e accattivante pezzo della storia di Pucci è che è stato Emilio Pucci a disegnare lo stemma della tuta degli astronauti della missione Apollo 15.
Il libro racconta tutto ciò, ma dopo possiamo seguire lo sviluppo del marchio tramite una narrativa che è stata creata da immagini.
Allora in cosa consisteva la rivoluzione di Emilio Pucci per quanto riguarda gli abbigliamenti femminili?
Prima di tutto, teneva sempre presente la libertà della donna.
"Libertà e seduzione", come afferma Stephan Janson, che ha lavorato come designer per Pucci nel 1998, dopo che Emilio è venuto a mancare.
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Come afferma il libro, lo stile dei vestiti Pucci era specifico, molto caratteristico, combinato però con certi valori irremovibili, come il sollievo, i colori e riferimenti allo stile di vita, mentre allo stesso tempo erano abbastanza generici, ricollegandosi alla libertà del corpo e dell'anima. Due valori molto importanti per Emilio Pucci, e con questi ideali è stato davvero rivoluzionario in questo campo. Pioniere dei colori audaci che hanno liberato l'anima delle donne, e di uno stile che ha liberato il loro corpo. Tutto insieme.
Quest'ultima qualità ha facilitato il processo dell'evoluzione del marchio e dello stile dei vestiti, mentre allo stesso tempo permetteva di preservare il loro carattere inconfondibile.
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Il loro carattere inconfondibile poi sta nelle stampe vivaci che rispecchiano i valori del fondatore prima elencati. Queste stampe sono diventate storiche, inconfondibili anche loro.
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Nel frattempo la figlia di Emilio Pucci, Laudomia Pucci, ha deciso di cedere il marchio al Gruppo Louis Vuitton. Ma tutt'oggi i creative designer della casa lavorano con queste stampe, le reinterpretano creando nuovi capi.
Per esempio la stampa "Onde" che risale al 1964, "Pesci" (il logo del marchio raffigura due pesci intersecati), "Girandole", "Marmo", "Chiave", "Cigni", "Vivara" o "Iride" (iris, riferendosi all'occhio).
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In questo modo ho avuto l'occasione di lavorare con il visual merchandiser di Louis Vuitton che, nonostante fosse tutto nuovo per me, o proprio per questo, è stato molto attento e premuroso nei miei confronti, e mi ha coinvolto nel lavoro. Quindi è stata un'esperienza stupenda.
Fra i clienti di Pucci troviamo, per esempio, Jackie Kennedy, Veruschka o Marilyn Monroe.
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Questa invece è una caratteristica delle immagini del marchio. Modelle in vestiti Emilio Pucci (oggi Pucci), sui tetti di Firenze, con la cupola del Duomo come sfondo:
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In negozio, su un tavolino di marmo, c'è il libro, aperto, così i clienti possono navigare fra le pagine, conoscere o semplicemente ripassare la storia del marchio, godendosi i vestiti stupendi e unici, le immagini bellissime che rappresentano il marchio, come quelle con le modelle sui tetti con la cupola del Duomo dietro.
I vestiti di Pucci sono eccitanti e movimentati anche oggi, ma nello stesso tempo sono eleganti e hanno classe, come li sognava Emilio stesso. Il loro valore sta nel fatto che sono inconfondibili, come ho affermato spesso, in specie quei capi storici rappresentati nel libro.
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È un libro fantastico. Apre un intero mondo, magari anche sconosciuto per noi. Infatti, il mondo di Pucci è un universo a parte, con le sue regole, che non assomiglia a nient'altro. Parla di bellezza. Parla di libertà. Parla di felicità. Vibrano dentro questo universo e insieme a loro anche noi. Anche girando le pagine del libro possiamo sentire come la libertà vibra in noi attraverso le immagini. Quindi potete immaginare come mi sentivo proprio fra i vestiti.
Il libro lo potete acquistare nei negozi Pucci, o cercare online. Esiste anche la versione con in copertina proprio i foulard di seta delle varie collezioni.
La sua copertina non è sempre la stessa, essendo fedele al proprio spirito, perché in questo modo anche il libro stesso è in movimento continuo, come i capi di Pucci.
Il bello di questi libri è che possono far parte della decorazione della casa. Infatti, ci sono anche accessori di casa, fra l'altro cuscini da salotto o i pouf a sacco. In più ci sono degli oggetti, come le borracce o le custodie per cellulari. Io uso il mio libro anche in questo modo, come decorazione. Questa mia versione si abbina molto bene con uno sfondo bianco o marrone.
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Sul sito di Pucci potete esplorare ancora di più.
Irisz Maar © giugno 2024
Revisione e correzione: Anna Cavallini