Si veste davanti allo specchio. Nuda,
come una lama appena affilata. Nessun
uomo l'ha ancora vista, eppure il suo
specchio spietato la infigge nei loro occhi.
Si veste davanti allo specchio. Velluto di lana
il gregge dei maschi fa crescere per lei.
Come gonna indossa l'inferno.
Il cielo s'increspa sotto di lei come una balza.
Nei capelli appende misteri profondi,
o la sua crocchia splendente intreccia di alba,
e con le sue dita scompone le tele
immense della forza virile in fasce sottili.
Come pendenti indossa il nostro cuore, perché
una musica mai sentita suoni soltanto per lei,
e tiene montagne di ghiaccio sotto la lingua
per seppellire nel profondo il suo ardore.
Incendia la nostra coscienza per
colorare le sopracciglia con il carbone.
I dieci denti velenosi, laccati e le labbra
tinge di color rosso con il nostro sangue.
Ed è già pronta, e non ha altro addosso.
Ah, no! Giusto un fiore!
Parte così semplicemente. Per calpestare
il suo tappeto: il nostro cervello morto.
gennaio 1924